STORIA E ARCHEOLOGIA
Le ricerche condotte a partire dal 1957 dagli studiosi dell'Istituto italiano di Paleontologia Umana hanno fatto luce sulla presenza umana nel territorio di Praia a Mare ed in particolare sui primitivi abitatori delle grotte del Vingiolo in cui sono state rinvenute e nelle quali restano indelebili i segni e le tracce di comunità organizzate e numerose. Si tratta di gruppi insediatisi nell' area ad ondate successive, a partire dal Paleolitico superiore, tra 35 mila e 10 mila anni prima di Cristo, fino ad arrivare all' età romana. Gli scavi compiuti ad una profondità di oltre 10 metri dall' attuale pavimento hanno permesso di identificare dieci differenti momenti di vita nell'arco di oltre 10 mila anni di storia e di recuperare strumenti d' uso quotidiano ed utensili ricavati dalle pietre calcaree e dalla selce, ossidiana di origine vulcanica, ceramiche indigene, vasellame e manufatti di provenienza egea. I più antichi (punte di freccia e di lancia, lame e raschiatoi, resti di molluschi ed animali) risalgono a 12 mila anni addietro; gli ultimi (resti di lucerne, tazze ed anse) al III secolo dopo Cristo. Altri importanti siti di insediamento umano furono la serra della Dorcara, alle spalle del monte Vingiolo, e l' area del cozzo Petrara la cui vetta tocca i 1150 metri di altezza. Parte dei reperti riportati alla luce è oggi conservata nell' antiquarium del Museo d' arte moderna e Contemporanea di Praia. Il resto è esposto nelle sale del Museo Nazionale di Reggio Calabria.
TURISMO
Approdo marittimo e scalo situato lungo le principali rotte commerciali del Mediterraneo occidentale, realtà per oltre un millennio amministrativamente dipendente dal Comune di Aieta, centro collinare di origine cristiano orientale situato a dodici chilometri di distanza dal litorale costiero, Praia a Mare si segnala fin dall'antichità per la sua importanza strategica ed economica.
La sua lunga e profonda costa è dominata dalla scogliera di Fiuzzi e dalla splendida ed imponente Isola di Dino, mirabile opera della natura la cui mole riempie il vicino orizzonte rendendo particolarmente caratteristico ed assolutamente inimitabile il panorama circostante.
Popoloso villaggio di contadini e di pescatori sorto sulle spiagge strette tra il corso del fiume Noce, che a nord segna il confine con la Basilicata, ed il contrafforte roccioso oltre il campagna e la pianura alluvionale del fiume Lao, per secoli Praia ha mantenuto integri e vivi usi, costumi e tradizioni della vicina rocca natia. L'etimologia del nome è incerta, anche se ricorda i traffici di merci e di uomini che nell'antichità avvenivano sulla costa Tirrenica: deriverebbe da "Plaga Sclavorum", spiaggia degli Sclavoni o degli Schiavoni, o da "Plaga Slavorum", spiaggia degli Slavoni.
L'economia è stata sostenuta per secoli dalla particolare vocazione agricola delle comunità locali. La fuga dalle campagne è un fenomeno recentissimo. Risale alla metà degli anni '50.
Artigianato, commercio, turismo, industria (la cittadina è stata il fulcro produttivo di un importante polo tessile che ha dato lavoro a tremila persone) e turismo hanno riconvertito in termini di modernità le aspettative e le propensioni generazionali delle famiglie praiesi.
E' divenuta realtà amministrativa a se stante nel 1928 quando, a seguito della prima urbanizzazione dell'area costiera, fenomeno favorito dalla realizzazione delle prime strade rotabili e dall'intensificarsi del traffico ferroviario, da contrada marittima di Aieta divenne comune autonomo.
Oggi conta una popolazione di oltre 6.600 abitanti, oltre due terzi dei quali sono impegnati in attività legate al commercio ed al turismo. |